DIARIES

Il viaggio di Zeb

Across Morolo, until the highway

Questo viaggio ha del "TragiComico".. davvero..


La storia inizia con un normale ritorno a casa.
Io, mio padre, mia madre e mia sorella stavamo serenamente tornando a casa dopo il nostro week end di prove con ilNero.
A metà del viaggio decidiamo di fermarci in un Autogrill appena sotto Roma per mangiare un boccone.
Il viaggio verso casa riprende, siamo tutti molto tranquilli... per ora...
A circa un'ora da Firenze, faccio un esame della situazione dei bagagli e istintivamente mi blocco, per qualche secondo.
beh, qualche secondo... dentro di me saranno stati almeno venti minuti...
"Seba che hai? Sembra che tu abbia visto un fantasma", esclama mia sorella.
Avevo il ghiaccio nelle vene, gli occhi mi uscivano dalle orbite.. stupore, paura, tragedia, chiamatela come volete ma in quella manciata di secondi mi sentivo come se avessi lasciato lo zaino in Autogrill.
No, aspetta.. E' proprio così cazzo!

Ormai era tardi per fare dietro front, la prima cosa da fare era contattare l'area di servizio con la speranza che il mio zaino fosse al sicuro.

Appena effettuata la chiamata una voce maschile poco rassicurante mi disse "tranquillo, lo abbiamo noi."
Quella morsa che mi stava tenendo per lo stomaco finalmente sparì, almeno sapevo che il mio zaino, (dove all'interno c'era  praticamente tutto il mio lavoro), era recuperabile... anche se era laggiù.. da qualche parte... a trecento chilometri da me.
Adesso la partita era ufficialmente iniziata, ero da solo, nessuno che mi avrebbe accompagnato. Arrivati a casa mio padre mi fece un discorso, mi spiegò quanto sarebbe stata importante questa esperienza e che una volta tornato avrei capito, che nella vita è necessario saper cavarsela da soli.
Il piano era il seguente:
Alla mattina avrei dovuto prendere un treno, che mi avrebbe portato alla stazione più vicina, una volta arrivato mi sarei dovuto avventurare per un tratto di montagna che mi avrebbe portato in una strada completamente immersa dalla vegetazione, dove neanche Google maps avrebbe potuto darmi un'indicazione. La stazione più vicina era Morolo Scalo, che dista circa due ore di cammino dall'area di servizio.
Ah, per l'appunto, il nome dell'autogrill è "la Macchia" e se vi state chiedendo perché si chiama così, vi invito a dare un occhiata alla mappa che trovate qua sotto, cliccate sull'opzione satellite e guardate la strada.
l'indicatore rosso mostra la stazione di Morolo Scalo, noterete che appena sopra la ferrovia, sulla destra, c'è una strada curvilinea.
Se allargate la mappa noterete che questo "lombricone" asfaltato ad un certo punto porta ad un bivio. Seguendo il percorso, sulla sinistra incontrerete una strada (se si può chiamare strada) sterrata, che porterà alla fine ad uno sputo di terra di civiltà divisa a metà dall'autostrada.
Bene, quella è la Macchia, fate voi i conti.

Fu una camminata lunga e in certi punti stressante, ma al contrario di quanto si possa pensare è stato veramente divertente ed istruttivo.
Mi sono lasciato trasportare dall'ispirazione e dal cambiamento che arrivava in maniera naturale dentro di me, ora le parole che mi disse Babbo Cabo, la sera prima di partire stavano prendendo forma.
Aveva ragione, devo ringraziare lui ancora una volta se sono riuscito a cavarmela.

Alla fine sono riuscito a recuperare il mio zaino, era integro, con tutte le mie cose al loro posto.
Un avventura che non dimenticherò mai e dato che non tutti male vengono per nuocere, aggiungo che questa esperienza mi ha lasciato anche un estrema voglia di viaggiare e con essa, la determinazione e il coraggio di cavarmela da solo nei momenti più critici.

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